23) Kant. Il diritto internazionale deve fondarsi su un
federalismo di liberi Stati.
La ragione condanna la guerra anche fra gli Stati. La soluzione
definitiva del problema, cio la pace perpetua, non sta per Kant
nella stesura di patti fra gli Stati, ma in una federazione di
Stati con una costituzione repubblicana. Anche in questa lettura
egli esprime la sua distanza dal mito del buon selvaggio
(confronta lettura n. 18).
I. Kant, Per la pace perpetua, parte secondo, art. secondo (pagina
394).

I popoli, in quanto Stati, possono essere giudicati come singoli
uomini che si fanno reciprocamente ingiustizia gi solo per il
fatto di essere l'uno vicino all'altro nel loro stato di natura
(ossia nell'indipendenza da leggi esterne); e ciascuno di essi pu
e deve esigere dall'altro di entrare con lui in una costituzione
simile a quella civile, nella quale a ciascuno sia garantito il
suo diritto. Questo costituirebbe una federazione di popoli, che
tuttavia non dovrebbe essere uno Stato di popoli. Questa sarebbe
una contraddizione perch ogni Stato ha dentro di s il rapporto
di un superiore (il legislatore) con un inferiore (che obbedisce,
il popolo cio); molti popoli per in uno Stato farebbero
solamente un popolo che (dato che noi qui dobbiamo valutare i
reciproci diritti dei popoli, in quanto devono costituire
esattamente Stati differenti, e non fondersi in uno Stato),
contraddice la premessa.
Ora, cos come noi consideriamo con profondo disprezzo
l'attaccamento dei selvaggi alla loro sfrenata libert, che
consiste nell'essere continuamente in lotta tra loro invece che
sottoporsi a una costrizione legale stabilita da loro stessi, e a
preferire quindi una libert folle a una libert ragionevole, e la
giudichiamo come una rozzezza, una brutalit e una degradazione
animalesca dell'umanit, verrebbe spontaneo di pensare che i
popoli civili (ognuno dei quali riunito a s in uno Stato)
dovrebbero affrettarsi per uscire al pi presto possibile da una
condizione cos abbietta, al contrario invece ogni Stato ripone la
sua maest (infatti la maest popolare  un'espressione senza
senso) proprio nel fatto di non essere soggetto a nessuna
costrizione legale, e lo splendore del suo capo supremo sta nel
fatto che, senza che egli si esponga a nessun pericolo, sotto il
suo comando stanno molte migliaia di uomini che sono costretti a
sacrificare la loro vita per una cosa che non li riguarda, e la
differenza tra i selvaggi dell'Europa e quelli americani consiste
principalmente in questo: in America molte trib sono state
interamente divorate dai loro nemici, gli europei invece sanno
utilizzare meglio i loro sconfitti che mangiarli, e preferiscono
accrescere attraverso di loro il numero dei loro sudditi, e quindi
anche la quantit degli strumenti da utilizzare per guerra ancora
pi grandi [_].
D'altra parte, per gli Stati non pu valere secondo il diritto
internazionale proprio ci che vale secondo il diritto naturale
per gli uomini che sono nello stato della mancanza di leggi, cio
"il dovere di uscire da questo stato" (poich essi come Stati
hanno gi al loro interno una costituzione legale e quindi
sfuggono alla costrizione degli altri Stati che secondo le loro
idee del diritto volessero portarli sotto una costituzione
giuridica allargata); nondimeno la ragione, dall'alto del trono
del supremo potere che d le leggi morali, condanna assolutamente
la guerra come procedimento giuridico e fa invece dello stato di
pace un dovere immediato, che per senza un patto reciproco tra
gli Stati non pu essere fondato o garantito: cos deve
necessariamente esserci una federazione di tipo particolare, che
si pu chiamare federazione di pace (foedus pacificum), che si
differenzierebbe dal trattato di pace (pactum pacis) per il fatto
che questo cerca di porre fine semplicemente a una guerra, quella
invece a tutte le guerre per sempre. Questa federazione non si
propone la costruzione di una potenza politica, ma semplicemente
la conservazione e la garanzia della libert di uno Stato preso a
s e contemporaneamente degli altri Stati federati, senza che
questi si sottomettano (come gli individui nello stato di natura)
a leggi pubbliche e alla costrizione da esse esercitata. Non 
cosa impossibile immaginarci la realizzabilit (la realt
oggettiva) di questa idea di federazione, che si deve estendere
progressivamente a tutti gli Stati e che conduce cos alla pace
perpetua.
I. Kant, Per la pace perpetua, Feltrinelli, Milano 1991, pagine 37-
41.
